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Ustica: il muro di gomma ha vinto giovedì 11 gennaio 2007

Posted by silvanaa in indignazione.
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Il muro di gomma ha vinto: non ci sono colpevoli per la strage di Ustica.
Dopo quasi 27 anni, forse ieri è stata scritta la parola fine alla ricerca della verità: i generali dell’Aeronautica Lamberto Bertolucci e Franco Ferri, che erano stati ritenuti colpevoli in primo grado di alto tradimento per aver depistato e ostacolato le indagini, sono stati assolti in via definitiva perché il fatto non sussiste.
E mentre loro si congratulano e l’Aeronautica si felicita con loro perché finalmente sono stati ritenuti innocenti, chi sa ascoltare e leggere sa benissimo che il loro non è reato solo perché è stato depenalizzato da una legge approvata negli ultimi mesi della legistalura precedente.

A questo punto verrebbe da dire il classico non ho parole, solo parolacce: cascano veramente le braccia a pensare a questo e a tutti gli altri misteri sanguinosi della nostra storia repubblicana

Comunque trovo che il commento più pertinente sia stato fatto, credo involontariamente, dal Governo: i familiari delle vittime, che non potranno avere nessun risarcimento dai non colpevoli, saranno risarciti dal fondo per le vittime del terrorismo.
Quest’ultima parola è pesantissima e non mi suona strana applicata a questa tragedia: sapere che decine di persone innocenti possono essere uccise per errore o per colpa mentre qualcuno persegue la sicurezza nazionale e che sempre per quella sicurezza tanti settori più o meno deviati delle Forze dell’Ordine, della Magistratura e di Parlamento e Governo, cioè di tutti i poteri dello Stato (legislativo, esegutivo e giudiziario) faranno di tutto per nascondere la verità, e ci riusciranno, mi terrorizza più di qualsiasi possibile attentatore proveniente da qualche popolo che non è nostro amico e alleato.

Per approfondire:

Cellule staminali martedì 9 gennaio 2007

Posted by silvanaa in disinformazione, parole, speranza.
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Fra i commenti alla notizia della scoperta delle cellule staminali nel liquido amniotico quello che mi trovava più d’accordo era un bel “perché non ci abbiamo pensato prima?”
Oggi leggendo le spiegazioni dello scienziato Paolo De Coppi ho capito: ci avevano ben pensato prima, ma hanno faticato anni e anni per far accettare la loro scoperta:

“Abbiamo sentito che molte di quelle critiche erano mosse dall’avversità di trovare un’alternativa alle staminali embrionali perché la comunità scientifica americana teme limitazioni alla ricerca sulle embrionali”. “Avremmo potuto pubblicare più in fretta la scoperta scegliendo di inviare i nostri risultati ad una rivista meno prestigiosa precisa De Coppi ma avremmo perso credibilità di fronte alla comunità scientifica così abbiamo deciso di vincere le ostilità e siamo riusciti ad ottenere la pubblicazione sulla prestigiosa rivista britannica”. “E’ anche grazie ai finanziamenti della Fondazione italiana Città della Speranza”, ricorda De Coppi in conclusione, “che abbiamo ottenuto i nostri risultati, con i quali non vogliamo certo ostacolare altri tipi di ricerca, ma crediamo che dal punto di vista terapeutico usando le staminali del liquido amniotico potremo arrivare ad applicazioni più velocemente che con le staminali embrionali”.

Penso che anche in Italia qesta notizia abbia dato dispiaceri a più di uno, specialmente a chi in occasione dei referendum sulla fecondazione assistita ha continuato a insistere che le uniche cellule staminali fossero quelle embrionali, come se semplicemente non ne esistessero altre, come se quelle note anche allora dal midollo spinale o dal cordone ombelicale non potessero essere utili per la scienza o la medicina.
L’equazione cellule staminali = cellule staminali embrionali è stata portata avanti colpevolmente da chi ha interesse a portare avanti solo questo ramo della ricerca e da chi vuole che l’embione sia considerato mera materia, ma è stata diffusa anche colposamente da parte di molti giornalisti: quelli che amano giocare con le parole in modo che poi nulla abbia significato.

Bene, almeno oggi siamo informati, speriamo che questa consapevolezza duri.

Mi auguro davvero che la ricerca possa andare avanti e possa portare presto alla guarigione o almeno al miglioramento della vita di tante persone che soffrono di terribili malattie.

Gatti: un vero giornalista martedì 9 gennaio 2007

Posted by silvanaa in politica, speranza.
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L’inchiesta di Fabrizio Gatti sulle condizioni terrificanti di alcune sezioni del Policlinico Umberto I di Roma è veramente fantastica. Ancora migliori sono gli effetti: il Governo che manda i NAS a ispezionare molti ospedali in tutte le Regioni italiane, e addirittura la Ministra della Sanità Livia Turco che afferma che “le strutture sanitarie sono una grande infrastruttura del nostro Paese, importanti tanto quanto nuove strade e ponti

Chissà se sono solo parole, chissà se il tutto si risolverà nell’ennesima commissione mangiasoldi…

L’aspetto più triste è però che un ex capo del Governo che emigra per farsi fare un semplice pacemaker, o le continue notizie di malasanità, le statistiche sulle centinaia di morti evitabili in ospedale, il collasso della sanità romana… niente di tutto questo aveva smosso le acque, come se nessuno nel Governo o nelle Forze dell’Ordine deputate a controllare sapesse nulla.
Ora invece qualcosa è iniziato, e si spera possa continuare. Tutto per un’inchiesta molto ben documentata con foto e video, pubblicata sul settimanale Espresso e con approfondimenti multimediali sul sito. Forse è anche per il forte impatto visivo che non si può relegare il tutto a caso isolato e occorre pur fare e dire qualcosa?

Bravo Gatti: tipi come lui fanno onore alla nobile professione del giornalista, e la risollevano ai miei occhi dalla mediocrità in cui la vogliono sbattere tanti copiaincollatori sedentari succubi del potente di turno.

Certo che ora viene voglia di creare un nuovo proverbio modificando il vecchio adagio:
Beato il popolo che non ha bisogno di giornalisti!

Lotteria miliardaria o milionaria? martedì 9 gennaio 2007

Posted by silvanaa in segnalazioni.
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Ieri è stata lanciata un’altra lotteria gratta e vinci, dal nome Mega Miliardario. A parte che uno si aspetta vincite miliardarie, mentre la vincita massima è solo un milione di euro (quando la smetteranno di usare la liretta per i conti?), sono combattuta fra lo schifo di uno Stato che fa soldi sulla credulità dei poveri e il sollievo che almeno quelli non saranno soldi miei (un biglietto costa ben 10 euro!).

La decadenza in un film sabato 6 gennaio 2007

Posted by silvanaa in riflessioni.
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Non andrò a vedere il film di Mel Gibson Apocalypto, come non ho visto The Passion: non mi interessa affatto immergermi con tutte le mie emozioni in un mondo violento di uccisioni, torture e fughe all’ultimo respiro.
Ho però letto e sentito alcune notizie che mi lasciano molto perplessa.
La prima è la giustificazione della Commissione di revisione cinematografica: è vero che il film è violento, ma è storico, per cui non possiamo censurarlo. A parte che non capisco il nesso (anche le immagini di torture vere allora dovrebbero essere passate nei telegiornali?), molti criticano il film affermando proprio che non si tratta di storia, ma al massimo di fantastoria, con molti aspetti non veri.Cosa pensavano i commissari quando hanno affermato che fosse storico? Non era forse loro compito informarsi?

Poi mi scandalizza una commissione che si riunisce per giudicare un film con un fortissimo impatto emotivo e che decide senza la presenza o senza ascoltare il parere di uno psicologo. Qual era il problema? Dovevano proprio riunirsi l’ultimo giorno possibile prima delle vacanze? E anche se lo psicologo era stato convocato regolarmente, “e se non è arrivato non si poteva fermare la commissione perché è sufficiente avere il numero legale” i commissari non avevano abbastanza intelligenza per capire qualcosa da soli?
Se la commissione non tutela i più deboli, a cosa serve?
Forse a vietare solo le commedie di sesso?
E se i commissari non si informano o non vanno alle riunioni perché sono pagati poco, o si chiuda una commissione inutile o si dia il giusto a persone competenti perché facciano il loro dovere!

Mi fa davvero pena il ministro Rutelli che invita i genitori ad accompagnare i propri bambini alla visione del film: non sarebbe meglio consigliarli di non lasciarglielo vedere?
Cosa è questo obbligo che ormai tutti hanno di vedere il film?
Capisco i critici cinematografici, ma perché deve diventare un cult, un must culturale?

Io non l’ho visto, ripeto, ma dalle immagini passate alla televisione e da qualche recensione capisco che propone tanta violenza gratuita e compiaciuta, quasi che il fine del film sia quello. Non mi stupisco, dopo l’altro film del regista, The Passion.
Mi rende veramente triste pensare che quell’attore che mi piaceva molto sia diventato così: i critici lo considerano ancora un grandissimo regista, ma ai miei occhi uno che si compiace di proporre massacri, stupri, torture e altre sofferenze quasi fosse lo scopo della sua arte non si differenzia per nulla da un autore di pornografia.
E non si distingue nemmeno dai sanguinari imperatori romani che fornivano al loro popolino affamato i famosi panem et circenses per farlo stare calmo: qui lo scopo forse è solo fare soldi, tanti soldi, ma la sostanza è la stessa.

Non mi convince per nulla nemmeno lo scopo dichiatato del film: far riflettere sulla decadenza di una civiltà, facendoci pensare al pericolo che noi stessi corriamo se non la smettiamo con le nostre lotte fratricide e la nostra stupidità.
Sinceramente non credo che passerà questo messaggio.
Temo invece che i Maya, grandissimo popolo, appaiano come diversi da noi, sanguinari, barbari uccisori di innocenti in sacrifici umani che noi non facciamo, e in piena decadenza prima dell’avvento dei Conquistadores e del cristianesimo: non ce n’è abbastanza per attenuare il nostro senso di colpa per aver distrutto delle grandi civiltà e per aver ucciso milioni di persone?
Questo credo sia un rischio reale, che secondo me non varrebbe la pena di correre nemmeno essendo in perfetta buona fede, cosa di cui non sono per nulla sicura, riguardo a Gibson e compagnia.
Se poi anche i commissari, che avrebbero dovuto informarsi bene, per lavoro, sono caduti nella trappola di attribuire al film una storicità che non ha, che cosa potranno capire e distinguere le comuni persone disinformate?

Mi lascia infine perplessa e un po’ sconvolta la folla di gente che ha assicurato il successo del film in America e che probabilmente lo continuerà da noi.
Mi ricordo la sgradevole impressione alla visione de Il Gladiatore nel cineforum del mio paese: alla fine io tifavo per il povero buon Massimo contro il perfido imperatore. Alla fine, io non ero molto diversa dalla folla urlante sugli spalti del Colosseo.
Ecco: la gente che si affolla nei cinema del mondo, pagando un po’ del suo sudato salario per vedere persone che soffrono atrocemente, per cause naturali o peggio torturate e uccise, mi ricorda troppo gli spettacoli antichi dei gladiatori o delle uccisioni dei nemici come i primi cristiani.

Petizione per il supporto GNU/Linux domenica 10 dicembre 2006

Posted by silvanaa in segnalazioni, web.
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F2s2.org - Support GNU/Linux Da blog di Andrea Sacchini ho scoperto questa interessante petizione per chiedere alle aziende produttrici di hardware di fornire supporto o almeno di rilasciare i driver in modo che i loro prodotti possano essere utilizzati anche da chi usa il sistema operativo GNU/Linux.
Anche se non lo usate, dateci un’occhiata e magari firmate per noi 😉

Famiglia e coppie di fatto domenica 10 dicembre 2006

Posted by silvanaa in politica, riflessioni.
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Premessa: questo è un post politicamente scorretto. Lo so, ma non posso impedirmi di scrivere quello che penso su questo tema così importante e delicato.
E quello che penso è sostanzialmente questo: a parte le coppie omosessuali, io non concederei nessun aiuto e nessun diritto patrimoniale, fiscale, ecc. alle coppie di fatto. Ora cerco di spiegarmi.

In questi ultimi anni si parla spesso di diritti. Diritti, sempre diritti, mai doveri o responsabilità.
Ma io mi chiedo per quale motivo lo Stato dovrebbe concedere diritti pari a quelli delle famiglie a coppie che vivono come una famiglia senza però assumersene la responsabilità e i doveri. E quali sono poi questi doveri? Provvedere, sostenersi l’un l’altro fisicamente, moralmente, psicologicamente e per tutte le necessità economiche, dare una stabilità affettiva e una tranquilla possibilità di crescita ai figli…
La legge poi dà a tutti la possibilità di separarsi, facilitando sempre più il divorzio, tanto che solo dopo un anno si può essere di nuovo liberi. Davanti a tutto questo, l’impegno, il dovere richiesto si riduce a qualche anno… E`così tanto? E` davvero così gravoso il dovere da compiere?

Qui non si tratta di matrimonio religioso, ma civile: si tratta di prendersi la responsabilità di fronte al compagno e alla comunità di stare assieme, formare un nucleo stabile e forte, dove superare le difficoltà e aiutarsi a crescere e diventare quello che si desidera. E` proprio per questo che lo Stato aiuta le famiglie: perché ne riconosce il ruolo indispensabile nella società.
Per quale motivo ora dovrebbe estendere gli aiuti anche a quelle coppie che non hanno nessuna intenzione di prendersi questo impegno? Perché dovrebbe togliere un po’ delle poche e insufficienti risorse economiche, che non bastano per nulla, né per finanziare la ricerca scientifica e medica, né per rendere sicure le scuole per i nostri bambini e ragazzi, né per tantissime altre necessità, e dirottarle a finanziare coppie che stanno insieme solo al momento, senza nessuna garanzia di stabilità e nessun impegno?

Ieri ho sentito un politico, uno solo ma non mi ricordo chi è, probabilmente a causa della febbre, dire una cosa tipo vogliamo che abbiano gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri. Bene, sono d’accordo. E secondo me c’è un modo semplicissimo per ottenere questo: lasciare le cose come sono, quindi chi vuole i diritti si assume anche i doveri, sposandosi.

Altrimenti succederà che quelli che non si sposano per rinunciare alla pensione di reversibilità potranno beffare gli onesti e ottenere tutto (cosa che succede troppo spesso in questo paese di furbi), o addirittura che qualcuna potrà avere gli alimenti dall’ex marito e tutti i diritti dal nuovo compagno…

Vorrei puntualizzare che il mio no va soprattutto agli aiuti patrimoniali, fiscali, alle precedenza per l’assegnazione di case popolari o aiuti per l’asilo nido…
Ritengo invece che una legge andrebbe fatta per dare uno status di convivente alle persone, per evitare situazioni tremende come quella di non poter assistere il proprio compagno in ospedale perché non si è un parente, o quello che è successo ad Adelina Parrillo, a cui è stato impedito perfino di partecipare alla commemorazione pupplica dei caduti di Nassirya perché non era sposata al suo Stefano Rolla.

L’ultima cosa, molto importante: ritengo che qualche diritto lo Stato debba darlo alle coppie che non possono sposarsi: qui sì che si parla di diritti negati. Su questo andrebbe focalizzato il dibattito, secondo me.

I primi nella lista sono ovviamente gli omosessuali: nonostante io non approvi le loro unioni, non capisco come uno Stato laico possa permettersi di discriminarli così.

Ci sono altri casi? Adesso sinceramente non me ne vengono in mente, ma potrei sbagliarmi. Non credo che rientrino in questo caso le persone separate ma non divorziate: molto duramente, se c’è un impedimento al divorzio vuol dire che si lederebbe il diritto di qualche persona, quindi la società non può favorire un’altra unione …
Per altri casi si tratta semplicemente di non voler rinunciare a qualche privilegio, o alla propria libertà. Queste persone hanno ovviamente tutto il diritto di fare le loro scelte, ma senza pretendere il sostegno pubblico.
Se poi ci sono altri casi di impossibilità al matrimonio, credo che andrebbero evidenziati e presi in considerazione attentamente, senza però approfittare di questi problemi per generalizzare.

Parole, parole, parole domenica 10 dicembre 2006

Posted by silvanaa in parole.
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In questo periodo mi sto accorgendo che le parole rischiano di perdere il loro significato, per assumerne altri secondo il capriccio o la convenienza di chi le usa.

Così, per esempio, qualche settimana fa, quando era di moda parlare dei ragazzi difficili, un professore che picchia un suo studente perché gli ha fatto uno scherzo diventa secondo i telegiornali un episodio di bullismo.

In questi giorni poi, in cui si discute del caso di Piergiorgio Welby, staccare la spina del respiratore per permettergli di morire secondo la sua richiesta diventa, a seconda della convenienza, rinuncia all’accanimento terapeutico, eutanasia o addirittura omicidio.

E` un po’ quello che è successo l’anno scorso con l’influenza aviaria: una malattia che riusciva a uccidere poche decine di persone al mese nel mondo intero diventò una terribile epidemia o addirittura già una pandemia. E non bastarono tutti gli appelli medici o degli allevatori a riportare sulla terra i catastrofisti: su ogni telegiornale, alla radio e su molti giornali ricompariva sempre l’epidemia, spaventando la gente semplice e facendole anche compiere scelte stupide.

Altri esempi di parole stiracchiate a propria convenienza sono eroi, privacy, Natale

Nonostante tutta la mia ingenuità, non riesco a credere che questi siano solo errori di interpretazione fatti in buona fede: credo che politici, giornalisti e lobbisti vari ci marcino su un po’ troppo.
Ma forse per liberarsi da questo pericolo, in questo caso, basterebbe ritornare a capire il significato vero delle parole.

Nuove mail trappola lunedì 4 dicembre 2006

Posted by silvanaa in segnalazioni, web.
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Oggi è arrivata anche a me una mail del nuovo tipo di virus in voga in questo periodo.
Mi sembra abbastanza pericolosa, perché scritta in italiano, riporta i dati della vittima e fa leva sulla preoccupazione per abbassare le difese.

Ho letto qui un’ottima analisi di questo tipo di mail: se non ne sapete niente vi consiglio di leggerla.

Chi vigila contro le frodi telematiche? domenica 3 dicembre 2006

Posted by silvanaa in indignazione, risate.
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Meno male che ci sono loro:

GAT – Nucleo Speciale Frodi Telematiche

Guardate le animazioni in flash (facile, anche perché il sito in html è in costruzione), ma attenzione:
Potreste non credere ai vostri occhi