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Le radici del perdono mercoledì 2 maggio 2007

Posted by silvanaa in indignazione, riflessioni.
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Sono rimasta scossa dal telegiornale di oggi, per i servizi sul funerale di Vanessa Russo. Tutto quell’odio gridato, quella rabbia che si nutre di dolore e genera altra rabbia e dolore…
Quelle urla contro le due ragazze, contro tutte le Rumene, contro tutti gli extracomunitari, contro il Presidente della Regione Lazio, colpevole di non averci protetti…

Non so se la giovane assassina sia anche lei vittima di un incidente, come sostiene, o se abbia decisamente esagerato, quando avrebbe dovuto sapere che piantare un’asta appuntita in testa a qualcuno vuol dire volerlo uccidere. Io sono propensa a credere alla seconda ipotesi, anche se oggi ho letto per la prima volta che un testimone avrebbe visto partire uno schiaffo, che avrebbe potuto provocare la reazione non del tutto voluta.
Sono però convinta che ora Doina stia male, e che il suo è stato il gesto di una persona, non di una categoria o di un popolo.
Mi sa che qualcuno (o in tanti) ogni volta che succedono questi fatti soffi sul fuoco, come per convincere le persone comuni che loro, chiunque siano, sono peggio di noi, che non faremmo mai cose del genere.
Inutile ricordare che “noi” queste cose le sappiamo fare anche molto bene, eccome!

In questi momenti di dolore prevale la rabbia e magari chi soffre dice cose di cui poi si pente, ma ormai la pagliuzza infuocata è stata rinvigorita e spinta a incendiare altre pagliuzze.

Non voglio giudicare la mamma di Vanessa, che durante il funerale ha risposto all’invito al perdono con un chiaro “il perdono mai!“: il dolore è troppo forte e personale, e il tempo è stato troppo poco per lenirlo.
Credo anche che tutte le parole contro gli immigrati sentite in questi giorni possano solo aiutare a sostenere la rabbia contro qualcuno di diverso, estrateo, invece che riconoscerlo uomo o donna come noi, povero peccatore bisognoso di comprensione, fratello da perdonare.

Ma se posso capire la mamma, mi scandalizza la reazione della gente intorno, che ha applaudito quelle parole!
Loro erano certo addolorati (molto più di me che quando ho sentito la storia ho subito classificato la lagazza come assassina), ma applaudire una persona che dice io non voglio più essere cristiana al funerale della figlia mi pare eccessivo.
Non so cosa avrei fatti io: probabilmente niente, ma sogno un parroco che a questo punto dice che in queste condizioni non si può celebrare la santa Messa, e ricorda le parole di Gesù:

Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono (Matteo 5, 23-24).

Forse questo c’è stato, forse sono i giornalisti che hanno dimenticato di raccontarcelo…
O almeno forse qualcuno oggi o domani dirà autorevolmente che quelle frasi, pur comprensibili umanamente, non ci avvicinano al nostro essere, alla nostra speranza, alla nostra vocazione di uomini amanti degli uomini.
Adesso ho questa speranza, e spero anche che qualcuno aiuti i poveri familiari della povera Vanessa a trovare pace e consolazione.

Altrimenti, mi rimarrebbe solo la tristezza di vedere quanto la nostra fede, la linfa di cui si nutrono le nostre radici, la nostra identità… l’abbiamo ridotta a una religione, un rito, un qualcosa da difendere e buona per sentirci a posto…

No, la nostra fede è lo stupore per un Uomo che ha detto “Padre, perdonali!” mentre lo stavano torturando a morte, e che dice a noi che possiamo essere come lui:

Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro (Luca 6, 36)

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Commenti

1. andrea - giovedì 3 maggio 2007

Ciao Silvana. Rispetto le tue parole ma non le condivido. Sarò cinico, insensibile, quello che vuoi, ma sono anche padre di due figlie. Due figlie che ho visto nascere e crescere. L’idea che possa capitare ad una di esse quello che è seccesso a Vanessa non la concepisco, e – mi dispiace – neppure io perdonerei.

Non penso sia giusto tirare in ballo la religione e la fede. Quello che è accaduto prescinde totalmente da tutto ciò. Qui si tratta solamente di una povera ragazza che ha avuto l’unica sfortuna di trovarsi faccia a faccia con chi della vita non sa che farsene.

La fede e gli insegnamenti del Vangelo sono un’altra cosa.

Ciao.

2. Stare at Wind - venerdì 4 maggio 2007

Beh a me,personalmente, non ha fatto impressione il fatto che non perdonassero (comprensibile quando il dolore e’ cosi’ recente) ma il fatto che mi sembravano ne piu ne meno bestie quando lo dicevano, occhi spiritati…occhi assassini per certi versi e il fatto che la gente applaudisse a quegli occhi e a quelle parole,gente che ,a differenza dei familiari e intimi, non ha lo stesso dolore da sopportare…
Ecco io ritengo che il prete avesse dovuto interrompere per quel tipo di rabbia furiosa(non era dolore ma rabbia cieca data dal dolore e seppur comprensibile non e’ giusta) quello secondo me non e’ il modo giusto di dar pace ad una povera anima morta in quel modo…mi dispiace ma fede e Vangelo SONO anche questo altrimenti stiamo parlando di carta straccia…

3. Mizia - venerdì 4 maggio 2007

Anch’io penso vada spezzata la catena del male,si deve perdonare per spazzarla e far trionfare il bene.Però per i più feriti e lenti,c’è bisogno di tempo,di meditazione ,di osservazione se è stata fatta giustizia,se si sono prese iniziative per fa sì che non si ripetano i casi.Il “perdono”è il “sale”della religione,quindi risana,purifica ,ma dà anche apporti ,contributi che vanno ascoltati.I politici ascoltino di più,diano più protezione e giustizia e vedranno la gente più serena ,disposta al perdono!

4. Zen - venerdì 4 maggio 2007

La fede nel Vangelo (inteso come bella notizia) è inscindibile dalla vita quotidiana. Dividerli sarebbe come lavarsi i piedi senza togliersi i calzini: un’assurdità. Grande Sivi!
un bacione

5. silvanaa - domenica 6 maggio 2007

Ciao, Andrea, innanzitutto ti ringrazio del tuo commento velocissimo al mio post, dopo mesi che non scrivevo! 🙂
E grazie anche alla sempre gentile Zen e agil ancora sconosciuti Stare at Wind e Mizia.

Anche io rispetto le tue parole, Andrea. Non ho figli ma non so come reagirei se qualcuno facesse del male a una persona che amo… e immagino che i figli facciano nascere ancora più amore e attaccamento, e quindi ancora più dolore in quei casi.
Infatti non ho scritto che disprezzo o condanno quella mamma: il perdono è un qualcosa che non si può imporre a nessuno, neppure a se stessi, figurarsi agli altri! Ogni persona offesa, oltraggiata o a cui hanno ucciso un amato si trova davanti alla scelta se continuare a odiare e chiedere vendetta, cosa del tutto naturale, o provare a perdonare, capire, magari pretendendo comunque giustizia. Ma è una scelta personalissima, intima, che non ha sconti: non basta nemmeno dire “Io perdono” per farlo veramente. Occorre però provarci, scegliere di volerlo fare, e poi magari ci si metterà anni a perdonare veramente. E a volte è un miracolo, un vero miracolo di umanità!
La cosa più normale, invece, è che le persone non riescano a perdonare, e io le rispetto lo stesso.

Ma penso che la fede sia proprio questo: credere a un Dio che è amore e credere che noi siamo fatti per essere amati e per amare.
Per questo l’odio e il rancore non hanno nessuna ragione d’essere, non servono a niente, e fanno male anche a noi.

In quel caso poi erano al funerale, erano a celebrare la Messa, come ha scritto Stare at Wind e salutare quella povera ragazza, affidarla al Dio dell’amore e aiutarla nel difficile passaggio, facendole sentire quanto era amata. E invece hanno riempito la chiesa di rabbia…
E qui penso soprattutto agli altri, a quelli che hanno gridato anche nei giorni precedenti e subito fuori: credo che abbiano montato la collera dei familiari, non lasciandola sciogliere in “semplice” dolore.
Ecco, io penso che poi Dio può averla aiutata, può aver trasformato comunque quella rabbia in qualcosa di positivo: lo vedi quanto ti volevano bene? Ma solo perché lui sa trasformare il male in bene e sa scrivere diritto sulle nostre righe storte, per fortuna!

PS: scusate la lunghezza: non volevo fare una predica, è che l’argomento mi tocca, e in questo momento non ho il dono della sintesi…

6. Zen - venerdì 15 giugno 2007

siviiiiiiiiiii!!!! devo sempre scatenare io il tuo genio creativo? daidaidai! dacce una riflessione!!! 🙂 bacini

7. Kiara - martedì 26 giugno 2007

Silvanaaaa!!! Come stai?
Non scrivi più niente???
Baci

8. silvanaa - lunedì 2 luglio 2007

Ragazze, grazie dell’interessamento 🙂
In questo periodo non riesco proprio a scrivere, sono troppo di corsa 😦
Spero di riprendere presto…
Ricambio i baci! 🙂

9. Stefano D - domenica 14 ottobre 2007

c’è nessuno?
😉

10. Anonimo - giovedì 8 novembre 2007

no problem, lo sai che noi aspettiamo con pazienza! a presto sivi!

11. Zen - giovedì 8 novembre 2007

oh.. quella del 10° comment sono io 😛

12. Zen - domenica 25 maggio 2008

hei sivi… è un anno che non ti si sente qui eh!
spero a presto!
bacioni


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