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Il giorno del ricordo delle vittime delle foibe lunedì 12 febbraio 2007

Posted by silvanaa in politica.
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Queste sono alcune delle parole del presidente della Repubblica il 10 febbraio, durante la celebrazione per il secondo anno del Giorno del ricordo, dedicato alle vittime italiane delle foibe:

Le foibe sono state un imperdonabile errore contro l’umanità. Bisogna assumersi la responsabilità dell’aver negato o teso a ignorare la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, di averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali.

Secondo Il Meridiano,

Quella del Presidente della Repubblica è l’ammissione di responsabilità di tutta una classe politica, per la “congiura del silenzio” sulla tragedia degli italiani in Istria e Dalmazia, vittime dopo l’8 settembre del 1943 di un «moto d’odio e furia sanguinaria» oltre che di «un disegno» di annessione da parte slava, che assunse «i sinistri contorni di una pulizia etnica». Vicende la cui memoria «ha rischiato di essere cancellata», e che invece secondo il capo dello Stato «devono essere trasmesse ai giovani», visto che si tratta di «una delle barbarie del secolo scorso», tempo in cui l’Europa intrecciò «cultura e barbarie», in un mix poi superato rifiutando tutti i nazionalismi, da quello «espresso nella guerra fascista a quello dell’ondata di terrore jugoslavo in Venezia Giulia».

Le parole di Napolitano sono state apprezzate da tutti in Italia, ma non al di là del confine: un interessante articolo di Damir Grubisa, tradotto dall’Osservatorio dei Balcani, il nostro presidente ha evitato colpevolmente di nominare la pulizia etnica e i crimini dei fascisti, che hanno poi provocato come reazione i crimini dei partigiani di Tito.
A me sembra proprio che li abbia nominati, invece, e sono molto stupita della reazione impaurita e sdegnata di quel popolo, espressa anche dalla nota ufficiale del Presidente della Croazia Stipe Mesic, che si è detto oggi “costernato“:

“queste affermazioni, nelle quali uno non può non vedere elementi di aperto razzismo, revisionismo storico e ricerca di vendetta politica, sono difficili da mettere accanto al dichiarato desiderio per la promozione di relazioni bilaterali”.
Mesic si è anche detto “spiacevolmente sorpreso” dal “contenuto e dal tono” delle ultime affermazioni da parte della leadership dello Stato italiano sia sul passato che sulle attuali relazioni fra Italia e Croazia.

A me sembra che la celebrazione di sabato sia stata rivolta soprattutto agli italiani, al silenzio colpevole con cui questa tragedia è stata sotterrata per anni, allo scherno con cui erano trattati i profughi…
Eppure forse forse un po’ di ragione ce l’hanno anche loro, quando dicono:

“E’ motivo di costernazione ed è potenzialmente estremamente pericoloso mettere in questione il Trattato di Pace che l’Italia ha firmato nel 1947″.

Purtroppo questa volontà, che mi sembra così assurda, l’ho sentita esprimere anche oggi a Prima Pagina. Io, non essendo una profuga ma essendo andata molto spesso al mare in Istria e Dalmazia, dove non ho mai notato recriminazioni ma una accettazione di quello che è stata la storia, sarei davvero costernata se la vicenda si traducesse in una specie di nuova guerra di confini.
Vorrei invece che si riuscisse a fare chiarezza su una tragedia che è anche un crimine contro l’umanità e che si potesse sempre chiamare assassini gli assassini, di qualsiasi parte siano le vittime.

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Il calcio icona dell’Italia? mercoledì 7 febbraio 2007

Posted by silvanaa in politica, riflessioni.
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Per tanti giorni ho visto, ascoltato e letto considerazioni su quello che è successo a Catania. Oggi finalmente ho un po’ di tempo per scrivere, ma la sensazione predominante è di tristezza.
E’ veramente assurdo che una persona venga uccisa così, per gli scontri seguiti a una partita.
Assurdo e triste, ma i motivi in parte sono noti e anche ripetuti continuamente in questi giorni.

Io non ritengo l’uccisione di Filippo Raciti una tragedia peggiore di tante altre perché l’assassino ha osato infangare tutto il calcio, come mi sembra di intuire molti pensino, a partire forse da quelli che vorrebbero che il calcio fosse il centro del mondo, della politica, del sociale, addirittura della religione…
No: questa morte mi rattrista e indigna di più perché il motivo è estremamente futile, inesistente: solo la violenza fine a se stessa. E mi indigna molto anche che per molti anni questi violenti siano stati giustificati come ragazzi un po’ esagerati ma comunque necessari al tifo, o perché vicini a estremismi politici vari, o perché poverini hanno una grande passione…

Una cosa che mi lascia molto perplessa è come tutti quelli che sono interessati al calcio abbiano potuto tollerare di essere presi in ostaggio da parte di teppisti e criminali, senza fare di tutto, veramente di tutto per isolarli ed espellerli.
Credo che un motivo, triste ma vero, è che il calcio è veramente malato: troppi interessi, troppi scandali sottaciuti, troppi errori, troppe volte la legge del più forte e del più furbo che trionfa… il calcio non è più uno sport dove quello che conta è misurarsi con se stessi e con l’avversario, rispettandolo: è diventato spettacolo, business che deve andare avanti, droga per le folle, palestra per imparare a vivere in un mondo dove non conta la ragione o la giustizia, ma la forza bruta delle urla, dei soldi, delle botte, degli inganni e dei sotterfugi… e dove alla fine tutto ti è perdonato, basta che vinci.

Anche in questo il calcio è immagine del nostro amato Paese. Altre cose che mi fanno pensare questo paragone poco lusinghiero sono le reazioni di politica e società calcistiche, che mi paiono esempi perfetti di come vanno le cose in Italia:

  • le leggi ci sono, ma non vengono rispettate;
  • la certezza della pena si traduce in certezza dell’impunità;
  • quando succede una tragedia, il mondo si ferma, si invocano e si ottengono leggi speciali;
  • le categorie toccate da quelle norme alzano barricate e spiegano perché non possono rispettarle, pena la rovina totale loro e dell’intero popolo italiano.

Come andrà a finire? Se sarà come al solito, la legge troppo severa verrà applicata per un po’, qualcuno ci perderà e qualcuno pagherà forse una pena esemplare, poi tutto tornerà nel dimenticatoio. Succederà così, ancora e sempre così?

Dopo tanto pessimismo, una nota positiva: ci sono ancora tanti altri sport belli, puliti e interessanti, che possono insegnare a vivere ai ragazzi e fornire una bella occasione di festa agli appassionati.
Mi torna spesso un’immagine contrastante: venerdì sera, proprio mentre a Catania si stava consumando la tragedia, alla trasmissione 10 minuti dopo il TG2 delle 20.30 parlavano di rugby. Uno dei presenti diceva che la questione principale è il rispetto dell’avversario, sia da parte dei giocatori sia da parte dei tifosi. Rispetto che si traduce per esempio nel giocare sempre al massimo anche quando si stravince, ma anche nel seguire le regole senza cercare sconti e nel non insultare e provocare gli avversari. Con una notevole dose di preveggenza poi aggiungeva che i poliziotti che vengono a guardare le partite… ops, ho sbagliato… i poliziotti che vengono a fare servizio di sicurezza alle partite le possono vedere, invece di preoccuparsi del pubblico.

Il riabilitato mercoledì 7 febbraio 2007

Posted by silvanaa in politica.
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La signora Olga D’Antona, vedova di una vittima del terrorismo e deputata DS, protesta contro la presenza di Adriano Sofri accanto ai vertici del partito alla presentazione della Mozione Fassino:

“A questo punto mi chiedo perche’ il gruppo dirigente del mio partito, che è partito di governo, lo sceglie come interlocutore privilegiato, in un passaggio che indubbiamente è un passaggio epocale nel nostro partito e nella storia della politica italiana. Qual è il messaggio simbolico di questa scelta?”.

Consiglio di leggere le sue parole, per esempio sul sito di Rainews24.
Io le condivido in tutto, e mi chiedo veramente che senso abbia fondare un grande partito democratico su queste che se non altro sono sabbie mobili.