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La Giustizia e le vittime venerdì 26 gennaio 2007

Posted by silvanaa in disinformazione, politica, riflessioni.
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Ieri ho letto e sentito alcuni commenti alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge Pecorella, che toglieva al pubblico ministero la possibilità di fare appello contro l’assoluzione di un indagato.

Riporto alcuni spunti da un articolo del Messaggero:

IL CITTADINO imputato ingiustamente accusato, trascinato in giudizio e poi del tutto scagionato perché riconosciuto innocente da un giudice terzo, deve avere diritto a vedere chiusi i suoi conti con la giustizia.

Questo è un principio fondamentale di civiltà giuridica riconosciuto ovunque. Da noi questo principio era stato affermato con una legge che finalmente impediva alla pubblica accusa di ricorrere in appello contro gli imputati assolti, sanando la “pratica italica” dei ricorsi comunque e dovunque dei pubblici ministeri. L’ossessione di un’accusa che non si arrende mai.

[…] Fino a quando non saranno rese note le motivazioni della sentenza non è possibile capire le ragioni che hanno indotto la Consulta a prendere questa decisione ed a capovolgere quello che obiettivamente appariva un principio sacrosanto. E cioè quello di porre fine alle sofferenze e alle mortificazioni che un cittadino innocente subisce durante tutta la fase delle indagini e per tutta la durata del processo che si conclude con un sentenza di piena assoluzione.

Trovo questo discorso molto indicativo del completo sovvertimento dei valori operato da certa parte della politica (principalmente certa Destra, ma non solo): la vittima non è più la persona che viene uccisa, maltrattata, derubata di tutti i suoi risparmi… no: la vittima è il povero cittadino che viene perseguitato dalla giustizia
Le persone da difendere, sempre e comunque, non sono le vittime (qualsiasi reato è contro delle vittime, direttamente o indirettamente!), ma sono i presunti colpevoli, i poveri accusati, o semplicemente i colpevoli…
E ancora, non è la giustizia che difende i cittadini, le persone, dalla violenza, dalla sopraffazione, dalle ingiustizie: sono i cittadini che hanno bisogno di difendersi dalla giustizia!

Complimenti, signori: questo sì che è cambiare l’Italia (altro che la manovra di oggi…)!

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Commenti

1. andrea - sabato 27 gennaio 2007

Concordo; e purtroppo questa è una storia che si trascina da tempo immemorabile senza ancora vederne l’uscita. L’unica speranza del cittadino medio è che tutto gli vada sempre liscio e non incappi mai in beghe con la giustizia, altrimenti sono dolori.

Ciao.

2. zanotti fortunato - venerdì 16 febbraio 2007

Sono da dodici anni,coinvolto in una vicenda giudiziaria con altri,molto piu’ grande di me.Non sono neppure arrivato al primo grado di giudizio.E’una situazione che mi “attanaglia”che mi fà sentire immobilizzato.Vorrei poter essere libero,nel vero senso della parola.In questi dodici anni,i veri mandanti,coloro che hanno idato tutto questo ancor prima che fossi assunto quindi oltre 31 anni fà si sono praticamente dileguati.Ora anche se verrò processato,cosa dirò,con chi me la farò?
http://www.diariodiunesattore.blogspot.com

3. Antonio - lunedì 30 aprile 2007

Si potrebbe creare un associazione o altro…bisogna far sentire la propria voce…non arrendetevi


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