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Ricordati di Erba mercoledì 17 gennaio 2007

Posted by silvanaa in indignazione, riflessioni, speranza.
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Anche se è passato tanto tempo, voglio scrivere di questa tragedia, perché credo che sia importante non dimenticare.
I fatti sconvolgenti sono più di uno, e possono essere presi ad esempio di quanto di peggio e di meglio gli uomini possano essere.

Prima il massacro, l’uccisione premeditata di due donne e un bambino di due anni, con l’aggiunta di un altro assassinio e uno tentato per nascondersi. E tutto questo senza una ragione, senza un movente. No, non riesco proprio a ritenere un movente il fatto che il bambino piangeva: questo può spingere al raptus una mamma con la depressione e con il bambino che non la lascia dormire, mentre magari tutti le ricordano sempre quanto è fortunata … Ma non è una ragione per uccidere premeditatamente il piccolo e le altre donne, con un’azione pianificata fin nei minimi dettagli in modo quasi perfetto.

Poi la prima reazione degli inquirenti, dei giornalisti e di tante persone della cittadina: è stato il marocchino, il convivente della donna uccisa (in realtà tunisino e marito…). E non importa quante volte queste conclusioni si siano rivelate totalmente sbagliate e quante volte i giornalisti si siano dovuti vergognare di aver rovinato la vita a persone con le loro infamie! Ogni volta che è possibile lo rifanno, anche se dopo sono i primi a dire che avrebbero dovuto ricordarlo!

E anche questa volta è successo: tutti si sono dimenticati di aggiungere un piccolo forse, potrebbe essere… No, è stato sicuramente lui! Se fosse stato in Italia con queste indagini forse avrebbe faticato a dimostrare la sua innocenza.
E poi no, non era in Italia quindi non può essere l’assassino, però è sicuramente il responsabile, per via di quelle storie di droga…
Se non fosse una storia così vera e tragica, potrebbe essere un perfetto esempio dei pregiudizi e delle conclusioni affrettate con cui ogni giorno ci confrontiamo.
Ecco, ora tutti abbiamo un altro caso che può aiutarci a non ripetere l’errore: ogni volta che ci verrà la tentazione di condannare qualcuno sulla base di pregiudizi o di qualche labile indizio, potremo ripeterci: ricordati di Erba!

L’ultimo fatto sconvolgente è la conclusione dell’orrido rito dei giornalisti di chiedere ai familiari delle vittime se perdonano gli assassini. Non capisco come si possano permettere di fare queste domande così intime e lancinanti e cosa possa aggiungere all’informazione sbattere in faccia a milioni di persone l’odio e il dolore di chi ha appena avuto uccisa una persona cara.
Però questa volta c’è stata la bellissima sorpresa: il perdono, pieno e cordiale, di Carlo Castagna, agli assassini di sua moglie, di sua figlia e del suo nipotino! Una risposta così assurda che il giornalista non se l’aspettava e ha dovuto richiederlo di nuovo:

«Bisogna perdonare, non si può non perdonare. Bisogna dire: Signore metti loro una mano sulla testa».
«Lei li perdona?», ha ribadito il cronista. «Certo, ci mancherebbe altro!»
«Bisogna perdonare, l’odio non porta da nessuna parte».

Ecco, ricordati di Erba anche quando perdi la speranza, perché l’uomo è capace di tutto nel male, ma capace anche di amare e di perdonare!

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Commenti

1. andrea - mercoledì 17 gennaio 2007

“Solamente chi è forte è capace di perdonare. Il debole non sa ne perdonare ne punire.”

Gandhi

2. Zen - giovedì 25 gennaio 2007

porgi l’altra guancia, i miti erediteranno la terra… hai delle parole che mi toccano il cuore!

3. silvanaa - venerdì 26 gennaio 2007

Anche a me quel padre ha davvero toccato il cuore!


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