jump to navigation

Ricordiamo il male ma anche il bene sabato 27 gennaio 2007

Posted by silvanaa in riflessioni, speranza.
comments closed

Oggi è la Giornata della Memoria.
E’ terribile pensare a quello che hanno potuto fare (abbiamo potuto fare in un certo senso) a milioni di persone solo perché apparivano un po’ diverse da noi.
Ed è ancora più terribile accorgersi che il razzismo è ancora ben vivo e vegeto nella nostra società e nella cultura dei nostri giorni.

Mi conforta però quello che è l’altro ricordo che viene diffuso in questo giorno: quello dei giusti, che aiutarono i perseguitati a salvarsi, a rischio della loro vita e con grandissima inventiva, prontezza e intelligenza. Alcuni di questi eroi poi non raccontarono nemmeno quello che avevano fatto: lo ritenevano normale, loro dovere (vedi per esempio le storie di Giorgio Perlasca o di Lucillo Merci)!

Il loro ricordo mi fa pensare che è possibile, sempre e comunque, opporsi al male: ci si può riuscire, e anche sopravvivere nonostante la lotta contro un mostro che sembra invincibile!
E si può anche avere gli occhi aperti e capire gli errori che magari commettono la maggiorparte dei nostri, come facero i giovani della Rosa Bianca.

Coraggio, possiamo sempre scegliere il bene!

La Giustizia e le vittime venerdì 26 gennaio 2007

Posted by silvanaa in disinformazione, politica, riflessioni.
comments closed

Ieri ho letto e sentito alcuni commenti alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge Pecorella, che toglieva al pubblico ministero la possibilità di fare appello contro l’assoluzione di un indagato.

Riporto alcuni spunti da un articolo del Messaggero:

IL CITTADINO imputato ingiustamente accusato, trascinato in giudizio e poi del tutto scagionato perché riconosciuto innocente da un giudice terzo, deve avere diritto a vedere chiusi i suoi conti con la giustizia.

Questo è un principio fondamentale di civiltà giuridica riconosciuto ovunque. Da noi questo principio era stato affermato con una legge che finalmente impediva alla pubblica accusa di ricorrere in appello contro gli imputati assolti, sanando la “pratica italica” dei ricorsi comunque e dovunque dei pubblici ministeri. L’ossessione di un’accusa che non si arrende mai.

[…] Fino a quando non saranno rese note le motivazioni della sentenza non è possibile capire le ragioni che hanno indotto la Consulta a prendere questa decisione ed a capovolgere quello che obiettivamente appariva un principio sacrosanto. E cioè quello di porre fine alle sofferenze e alle mortificazioni che un cittadino innocente subisce durante tutta la fase delle indagini e per tutta la durata del processo che si conclude con un sentenza di piena assoluzione.

Trovo questo discorso molto indicativo del completo sovvertimento dei valori operato da certa parte della politica (principalmente certa Destra, ma non solo): la vittima non è più la persona che viene uccisa, maltrattata, derubata di tutti i suoi risparmi… no: la vittima è il povero cittadino che viene perseguitato dalla giustizia
Le persone da difendere, sempre e comunque, non sono le vittime (qualsiasi reato è contro delle vittime, direttamente o indirettamente!), ma sono i presunti colpevoli, i poveri accusati, o semplicemente i colpevoli…
E ancora, non è la giustizia che difende i cittadini, le persone, dalla violenza, dalla sopraffazione, dalle ingiustizie: sono i cittadini che hanno bisogno di difendersi dalla giustizia!

Complimenti, signori: questo sì che è cambiare l’Italia (altro che la manovra di oggi…)!

Assassinato il giornalista armeno Hrant Dink venerdì 19 gennaio 2007

Posted by silvanaa in indignazione.
comments closed

Leggendo il sito dell’Ansa mi sono fatta l’idea di una personalità forte, che non si lascia ricondurre a facili strumentalizzazioni.
L’opinione generale è comunque che sia stato ucciso per la sua difesa del popolo armeno e della sua storia.

Ho scoperto che in Turchia, paese che vuole assolutamente entrare in Europa, parlare del genocidio degli Armeni è un reato di offesa all’identità turca.
Io non lo sapevo: spero che lo sappiano tutti i nostri politici che continuano a ripetere che la Turchia deve essere europea, e spero che quando, se mai entrerà a far parte della nostra Comunità, i diritti civili saranno un po’ più rispettati.

Non è primavera venerdì 19 gennaio 2007

Posted by silvanaa in Uncategorized.
comments closed

Mentre nel resto dell’Europa il ciclone Kyrill imperversa seminando morti e distruzioni, le nostre Alpi ci hanno protetto così bene che, a parte qualche zona, della terribile tempesta da noi è arrivato solo il caldo.

Oggi ho pranzato al parco con alcuni miei colleghi: insalata, focaccia e sole: abbiamo dovuto toglierci la giacca, perché stavamo morendo di caldo. L’anno scorso in questa stagione giravo con il berretto anche in pausa pranzo…
Intandiamoci, non mi lamento affatto del caldo, è solo che guardando le piante mi stupisco che se ne stiano ancora lì belle addormentate ad aspettare fiduciose l’inverno che verrà.
Spero che ce la facciano ancora una settimana, quando forse il freddo arriverà anche da noi.

Base militare a Vicenza mercoledì 17 gennaio 2007

Posted by silvanaa in disinformazione, indignazione, politica.
comments closed

Sono tanti i motivi di indignazione per come si sta prendendo una decisione importantissima per una cittadina italiana e per l’intero paese:

  • Le accuse preventive e strumentali di antiamericanismo di Berlusconi e compagni, che hanno contribuito a far dire a Prodi che Non si oppone alla decisione presa dal governo precedente.
  • Le bugie e accuse reciproche fra i due fronti, che non si capisce nemmeno da chi siano composti:
    Il Governo dice che la decisione è compito della città, il Sindaco ribadisce che la competenza è del Governo centrale.
    Il Sindaco e il suo fronte locale del sì dice che se non si fa la base quei terreni saranno oggetto di speculazione edilizia, mentre il Ministero della difesa, padrone dei terreni, afferma che non è affatto vero…
  • I giornalisti che riportano semplicemente e supinamente le dichiarazioni di questo e quello senza nemmeno tentare di informarsi su quale sia la verità.
  • Il velo di silenzio colpevole con cui la decisione è stata presa di nascosto dal precedente Governo e dal Consiglio Comunale di Vicenza, informando i cittadini su cui ricade l’impatto diretto solo a cosa fatta, dopo aver dato la parola agli USA.
  • Il rifiuto del referendum popolare, con la responsabilità palleggiata fra centro e periferia.
  • Le ipotesi di scenari devastanti che si aprono in qualunque caso, sia a livello locale che nazionale:
    chi vuole la base perché altrimenti gli americani se ne vanno anche dall’altra e migliaia di persone perdono il lavoro, chi ricorda che un aeroporto di guerra a un chilometro dal centro cittadino peggiora la qualità di qualunque città…
    chi dice che se l’Italia ora dice no perde ogni credibilità a livello internazionale, con conseguenze disastrose (infatti si può prendere come esempio la Spagna: appena Zapatero è stato eletto ha ritirato le truppe dall’Irak, e ora il paese langue in una crisi spaventosa…), chi ribatte che un sì svenderà ancora una volta la dignità e l’autonomia del nostro paese, oltre che metterci in pericolo con il terrorismo…

FUD, da una e dall’altra parte!
Fear, uncertainty and doubt : paura, incertezza e dubbio, in modo che la gente comune non sappia più cosa è giusto o sbagliato, cosa è vero o falso, concluda di non riuscire a decidere e deleghi tutto nelle mani di chi sa cosa è meglio per noi.

Ricordati di Erba mercoledì 17 gennaio 2007

Posted by silvanaa in indignazione, riflessioni, speranza.
comments closed

Anche se è passato tanto tempo, voglio scrivere di questa tragedia, perché credo che sia importante non dimenticare.
I fatti sconvolgenti sono più di uno, e possono essere presi ad esempio di quanto di peggio e di meglio gli uomini possano essere.

Prima il massacro, l’uccisione premeditata di due donne e un bambino di due anni, con l’aggiunta di un altro assassinio e uno tentato per nascondersi. E tutto questo senza una ragione, senza un movente. No, non riesco proprio a ritenere un movente il fatto che il bambino piangeva: questo può spingere al raptus una mamma con la depressione e con il bambino che non la lascia dormire, mentre magari tutti le ricordano sempre quanto è fortunata … Ma non è una ragione per uccidere premeditatamente il piccolo e le altre donne, con un’azione pianificata fin nei minimi dettagli in modo quasi perfetto.

Poi la prima reazione degli inquirenti, dei giornalisti e di tante persone della cittadina: è stato il marocchino, il convivente della donna uccisa (in realtà tunisino e marito…). E non importa quante volte queste conclusioni si siano rivelate totalmente sbagliate e quante volte i giornalisti si siano dovuti vergognare di aver rovinato la vita a persone con le loro infamie! Ogni volta che è possibile lo rifanno, anche se dopo sono i primi a dire che avrebbero dovuto ricordarlo!

E anche questa volta è successo: tutti si sono dimenticati di aggiungere un piccolo forse, potrebbe essere… No, è stato sicuramente lui! Se fosse stato in Italia con queste indagini forse avrebbe faticato a dimostrare la sua innocenza.
E poi no, non era in Italia quindi non può essere l’assassino, però è sicuramente il responsabile, per via di quelle storie di droga…
Se non fosse una storia così vera e tragica, potrebbe essere un perfetto esempio dei pregiudizi e delle conclusioni affrettate con cui ogni giorno ci confrontiamo.
Ecco, ora tutti abbiamo un altro caso che può aiutarci a non ripetere l’errore: ogni volta che ci verrà la tentazione di condannare qualcuno sulla base di pregiudizi o di qualche labile indizio, potremo ripeterci: ricordati di Erba!

L’ultimo fatto sconvolgente è la conclusione dell’orrido rito dei giornalisti di chiedere ai familiari delle vittime se perdonano gli assassini. Non capisco come si possano permettere di fare queste domande così intime e lancinanti e cosa possa aggiungere all’informazione sbattere in faccia a milioni di persone l’odio e il dolore di chi ha appena avuto uccisa una persona cara.
Però questa volta c’è stata la bellissima sorpresa: il perdono, pieno e cordiale, di Carlo Castagna, agli assassini di sua moglie, di sua figlia e del suo nipotino! Una risposta così assurda che il giornalista non se l’aspettava e ha dovuto richiederlo di nuovo:

«Bisogna perdonare, non si può non perdonare. Bisogna dire: Signore metti loro una mano sulla testa».
«Lei li perdona?», ha ribadito il cronista. «Certo, ci mancherebbe altro!»
«Bisogna perdonare, l’odio non porta da nessuna parte».

Ecco, ricordati di Erba anche quando perdi la speranza, perché l’uomo è capace di tutto nel male, ma capace anche di amare e di perdonare!

Ustica: il muro di gomma ha vinto giovedì 11 gennaio 2007

Posted by silvanaa in indignazione.
comments closed

Il muro di gomma ha vinto: non ci sono colpevoli per la strage di Ustica.
Dopo quasi 27 anni, forse ieri è stata scritta la parola fine alla ricerca della verità: i generali dell’Aeronautica Lamberto Bertolucci e Franco Ferri, che erano stati ritenuti colpevoli in primo grado di alto tradimento per aver depistato e ostacolato le indagini, sono stati assolti in via definitiva perché il fatto non sussiste.
E mentre loro si congratulano e l’Aeronautica si felicita con loro perché finalmente sono stati ritenuti innocenti, chi sa ascoltare e leggere sa benissimo che il loro non è reato solo perché è stato depenalizzato da una legge approvata negli ultimi mesi della legistalura precedente.

A questo punto verrebbe da dire il classico non ho parole, solo parolacce: cascano veramente le braccia a pensare a questo e a tutti gli altri misteri sanguinosi della nostra storia repubblicana

Comunque trovo che il commento più pertinente sia stato fatto, credo involontariamente, dal Governo: i familiari delle vittime, che non potranno avere nessun risarcimento dai non colpevoli, saranno risarciti dal fondo per le vittime del terrorismo.
Quest’ultima parola è pesantissima e non mi suona strana applicata a questa tragedia: sapere che decine di persone innocenti possono essere uccise per errore o per colpa mentre qualcuno persegue la sicurezza nazionale e che sempre per quella sicurezza tanti settori più o meno deviati delle Forze dell’Ordine, della Magistratura e di Parlamento e Governo, cioè di tutti i poteri dello Stato (legislativo, esegutivo e giudiziario) faranno di tutto per nascondere la verità, e ci riusciranno, mi terrorizza più di qualsiasi possibile attentatore proveniente da qualche popolo che non è nostro amico e alleato.

Per approfondire:

Cellule staminali martedì 9 gennaio 2007

Posted by silvanaa in disinformazione, parole, speranza.
comments closed

Fra i commenti alla notizia della scoperta delle cellule staminali nel liquido amniotico quello che mi trovava più d’accordo era un bel “perché non ci abbiamo pensato prima?”
Oggi leggendo le spiegazioni dello scienziato Paolo De Coppi ho capito: ci avevano ben pensato prima, ma hanno faticato anni e anni per far accettare la loro scoperta:

“Abbiamo sentito che molte di quelle critiche erano mosse dall’avversità di trovare un’alternativa alle staminali embrionali perché la comunità scientifica americana teme limitazioni alla ricerca sulle embrionali”. “Avremmo potuto pubblicare più in fretta la scoperta scegliendo di inviare i nostri risultati ad una rivista meno prestigiosa precisa De Coppi ma avremmo perso credibilità di fronte alla comunità scientifica così abbiamo deciso di vincere le ostilità e siamo riusciti ad ottenere la pubblicazione sulla prestigiosa rivista britannica”. “E’ anche grazie ai finanziamenti della Fondazione italiana Città della Speranza”, ricorda De Coppi in conclusione, “che abbiamo ottenuto i nostri risultati, con i quali non vogliamo certo ostacolare altri tipi di ricerca, ma crediamo che dal punto di vista terapeutico usando le staminali del liquido amniotico potremo arrivare ad applicazioni più velocemente che con le staminali embrionali”.

Penso che anche in Italia qesta notizia abbia dato dispiaceri a più di uno, specialmente a chi in occasione dei referendum sulla fecondazione assistita ha continuato a insistere che le uniche cellule staminali fossero quelle embrionali, come se semplicemente non ne esistessero altre, come se quelle note anche allora dal midollo spinale o dal cordone ombelicale non potessero essere utili per la scienza o la medicina.
L’equazione cellule staminali = cellule staminali embrionali è stata portata avanti colpevolmente da chi ha interesse a portare avanti solo questo ramo della ricerca e da chi vuole che l’embione sia considerato mera materia, ma è stata diffusa anche colposamente da parte di molti giornalisti: quelli che amano giocare con le parole in modo che poi nulla abbia significato.

Bene, almeno oggi siamo informati, speriamo che questa consapevolezza duri.

Mi auguro davvero che la ricerca possa andare avanti e possa portare presto alla guarigione o almeno al miglioramento della vita di tante persone che soffrono di terribili malattie.

Gatti: un vero giornalista martedì 9 gennaio 2007

Posted by silvanaa in politica, speranza.
comments closed

L’inchiesta di Fabrizio Gatti sulle condizioni terrificanti di alcune sezioni del Policlinico Umberto I di Roma è veramente fantastica. Ancora migliori sono gli effetti: il Governo che manda i NAS a ispezionare molti ospedali in tutte le Regioni italiane, e addirittura la Ministra della Sanità Livia Turco che afferma che “le strutture sanitarie sono una grande infrastruttura del nostro Paese, importanti tanto quanto nuove strade e ponti

Chissà se sono solo parole, chissà se il tutto si risolverà nell’ennesima commissione mangiasoldi…

L’aspetto più triste è però che un ex capo del Governo che emigra per farsi fare un semplice pacemaker, o le continue notizie di malasanità, le statistiche sulle centinaia di morti evitabili in ospedale, il collasso della sanità romana… niente di tutto questo aveva smosso le acque, come se nessuno nel Governo o nelle Forze dell’Ordine deputate a controllare sapesse nulla.
Ora invece qualcosa è iniziato, e si spera possa continuare. Tutto per un’inchiesta molto ben documentata con foto e video, pubblicata sul settimanale Espresso e con approfondimenti multimediali sul sito. Forse è anche per il forte impatto visivo che non si può relegare il tutto a caso isolato e occorre pur fare e dire qualcosa?

Bravo Gatti: tipi come lui fanno onore alla nobile professione del giornalista, e la risollevano ai miei occhi dalla mediocrità in cui la vogliono sbattere tanti copiaincollatori sedentari succubi del potente di turno.

Certo che ora viene voglia di creare un nuovo proverbio modificando il vecchio adagio:
Beato il popolo che non ha bisogno di giornalisti!

Lotteria miliardaria o milionaria? martedì 9 gennaio 2007

Posted by silvanaa in segnalazioni.
comments closed

Ieri è stata lanciata un’altra lotteria gratta e vinci, dal nome Mega Miliardario. A parte che uno si aspetta vincite miliardarie, mentre la vincita massima è solo un milione di euro (quando la smetteranno di usare la liretta per i conti?), sono combattuta fra lo schifo di uno Stato che fa soldi sulla credulità dei poveri e il sollievo che almeno quelli non saranno soldi miei (un biglietto costa ben 10 euro!).