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Famiglia e coppie di fatto domenica 10 dicembre 2006

Posted by silvanaa in politica, riflessioni.
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Premessa: questo è un post politicamente scorretto. Lo so, ma non posso impedirmi di scrivere quello che penso su questo tema così importante e delicato.
E quello che penso è sostanzialmente questo: a parte le coppie omosessuali, io non concederei nessun aiuto e nessun diritto patrimoniale, fiscale, ecc. alle coppie di fatto. Ora cerco di spiegarmi.

In questi ultimi anni si parla spesso di diritti. Diritti, sempre diritti, mai doveri o responsabilità.
Ma io mi chiedo per quale motivo lo Stato dovrebbe concedere diritti pari a quelli delle famiglie a coppie che vivono come una famiglia senza però assumersene la responsabilità e i doveri. E quali sono poi questi doveri? Provvedere, sostenersi l’un l’altro fisicamente, moralmente, psicologicamente e per tutte le necessità economiche, dare una stabilità affettiva e una tranquilla possibilità di crescita ai figli…
La legge poi dà a tutti la possibilità di separarsi, facilitando sempre più il divorzio, tanto che solo dopo un anno si può essere di nuovo liberi. Davanti a tutto questo, l’impegno, il dovere richiesto si riduce a qualche anno… E`così tanto? E` davvero così gravoso il dovere da compiere?

Qui non si tratta di matrimonio religioso, ma civile: si tratta di prendersi la responsabilità di fronte al compagno e alla comunità di stare assieme, formare un nucleo stabile e forte, dove superare le difficoltà e aiutarsi a crescere e diventare quello che si desidera. E` proprio per questo che lo Stato aiuta le famiglie: perché ne riconosce il ruolo indispensabile nella società.
Per quale motivo ora dovrebbe estendere gli aiuti anche a quelle coppie che non hanno nessuna intenzione di prendersi questo impegno? Perché dovrebbe togliere un po’ delle poche e insufficienti risorse economiche, che non bastano per nulla, né per finanziare la ricerca scientifica e medica, né per rendere sicure le scuole per i nostri bambini e ragazzi, né per tantissime altre necessità, e dirottarle a finanziare coppie che stanno insieme solo al momento, senza nessuna garanzia di stabilità e nessun impegno?

Ieri ho sentito un politico, uno solo ma non mi ricordo chi è, probabilmente a causa della febbre, dire una cosa tipo vogliamo che abbiano gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri. Bene, sono d’accordo. E secondo me c’è un modo semplicissimo per ottenere questo: lasciare le cose come sono, quindi chi vuole i diritti si assume anche i doveri, sposandosi.

Altrimenti succederà che quelli che non si sposano per rinunciare alla pensione di reversibilità potranno beffare gli onesti e ottenere tutto (cosa che succede troppo spesso in questo paese di furbi), o addirittura che qualcuna potrà avere gli alimenti dall’ex marito e tutti i diritti dal nuovo compagno…

Vorrei puntualizzare che il mio no va soprattutto agli aiuti patrimoniali, fiscali, alle precedenza per l’assegnazione di case popolari o aiuti per l’asilo nido…
Ritengo invece che una legge andrebbe fatta per dare uno status di convivente alle persone, per evitare situazioni tremende come quella di non poter assistere il proprio compagno in ospedale perché non si è un parente, o quello che è successo ad Adelina Parrillo, a cui è stato impedito perfino di partecipare alla commemorazione pupplica dei caduti di Nassirya perché non era sposata al suo Stefano Rolla.

L’ultima cosa, molto importante: ritengo che qualche diritto lo Stato debba darlo alle coppie che non possono sposarsi: qui sì che si parla di diritti negati. Su questo andrebbe focalizzato il dibattito, secondo me.

I primi nella lista sono ovviamente gli omosessuali: nonostante io non approvi le loro unioni, non capisco come uno Stato laico possa permettersi di discriminarli così.

Ci sono altri casi? Adesso sinceramente non me ne vengono in mente, ma potrei sbagliarmi. Non credo che rientrino in questo caso le persone separate ma non divorziate: molto duramente, se c’è un impedimento al divorzio vuol dire che si lederebbe il diritto di qualche persona, quindi la società non può favorire un’altra unione …
Per altri casi si tratta semplicemente di non voler rinunciare a qualche privilegio, o alla propria libertà. Queste persone hanno ovviamente tutto il diritto di fare le loro scelte, ma senza pretendere il sostegno pubblico.
Se poi ci sono altri casi di impossibilità al matrimonio, credo che andrebbero evidenziati e presi in considerazione attentamente, senza però approfittare di questi problemi per generalizzare.

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Commenti

1. Anonimo - martedì 19 dicembre 2006

hai mai riletto cosa scrivi? sai cosa sono le coppie di fatto??

2. silvanaa - mercoledì 20 dicembre 2006

Certo che l’ho riletto: sono ancora d’accordo con me stessa.
Del resto ho scritto questo articolo anche per stimolare una discussione: ho fatto anche delle domande.
So cosa sono le coppie di fatto, credimi, ne conosco. Certamente non ho presenti tutte le situazioni: anche per questo ho scritto che sono favorevole al sostegno alle coppie che non possono sposarsi.

Quale parte del mio discorso non sopporti?

3. lorenzo - venerdì 26 dicembre 2008

vorrei sapere quali doveri si assume una coppia sposata e perche gli stessi doveri non puo assumerseli una coppia di fatto…un rito in chiesa che culmina con un banale SI implica assunzione di obblighi e doveri???non sono forse gli stessi che tutte le famiglie anche le convivenze di fatto si assumono al momento in cui decidono di convivere???le famiglie sono tutte uguali….le convivenze di fatto sono famiglie a tutti gli effetti…i miei non si sono sposati…e convivono da 40 anni….osertesti dire che noi non siamo una famiglia?? o che come dice berlusconi o i cardinali cattolici siamo famiglia di serie B???!!! fammi capire….


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