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Petizione per il supporto GNU/Linux domenica 10 dicembre 2006

Posted by silvanaa in segnalazioni, web.
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F2s2.org - Support GNU/Linux Da blog di Andrea Sacchini ho scoperto questa interessante petizione per chiedere alle aziende produttrici di hardware di fornire supporto o almeno di rilasciare i driver in modo che i loro prodotti possano essere utilizzati anche da chi usa il sistema operativo GNU/Linux.
Anche se non lo usate, dateci un’occhiata e magari firmate per noi 😉

Famiglia e coppie di fatto domenica 10 dicembre 2006

Posted by silvanaa in politica, riflessioni.
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Premessa: questo è un post politicamente scorretto. Lo so, ma non posso impedirmi di scrivere quello che penso su questo tema così importante e delicato.
E quello che penso è sostanzialmente questo: a parte le coppie omosessuali, io non concederei nessun aiuto e nessun diritto patrimoniale, fiscale, ecc. alle coppie di fatto. Ora cerco di spiegarmi.

In questi ultimi anni si parla spesso di diritti. Diritti, sempre diritti, mai doveri o responsabilità.
Ma io mi chiedo per quale motivo lo Stato dovrebbe concedere diritti pari a quelli delle famiglie a coppie che vivono come una famiglia senza però assumersene la responsabilità e i doveri. E quali sono poi questi doveri? Provvedere, sostenersi l’un l’altro fisicamente, moralmente, psicologicamente e per tutte le necessità economiche, dare una stabilità affettiva e una tranquilla possibilità di crescita ai figli…
La legge poi dà a tutti la possibilità di separarsi, facilitando sempre più il divorzio, tanto che solo dopo un anno si può essere di nuovo liberi. Davanti a tutto questo, l’impegno, il dovere richiesto si riduce a qualche anno… E`così tanto? E` davvero così gravoso il dovere da compiere?

Qui non si tratta di matrimonio religioso, ma civile: si tratta di prendersi la responsabilità di fronte al compagno e alla comunità di stare assieme, formare un nucleo stabile e forte, dove superare le difficoltà e aiutarsi a crescere e diventare quello che si desidera. E` proprio per questo che lo Stato aiuta le famiglie: perché ne riconosce il ruolo indispensabile nella società.
Per quale motivo ora dovrebbe estendere gli aiuti anche a quelle coppie che non hanno nessuna intenzione di prendersi questo impegno? Perché dovrebbe togliere un po’ delle poche e insufficienti risorse economiche, che non bastano per nulla, né per finanziare la ricerca scientifica e medica, né per rendere sicure le scuole per i nostri bambini e ragazzi, né per tantissime altre necessità, e dirottarle a finanziare coppie che stanno insieme solo al momento, senza nessuna garanzia di stabilità e nessun impegno?

Ieri ho sentito un politico, uno solo ma non mi ricordo chi è, probabilmente a causa della febbre, dire una cosa tipo vogliamo che abbiano gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri. Bene, sono d’accordo. E secondo me c’è un modo semplicissimo per ottenere questo: lasciare le cose come sono, quindi chi vuole i diritti si assume anche i doveri, sposandosi.

Altrimenti succederà che quelli che non si sposano per rinunciare alla pensione di reversibilità potranno beffare gli onesti e ottenere tutto (cosa che succede troppo spesso in questo paese di furbi), o addirittura che qualcuna potrà avere gli alimenti dall’ex marito e tutti i diritti dal nuovo compagno…

Vorrei puntualizzare che il mio no va soprattutto agli aiuti patrimoniali, fiscali, alle precedenza per l’assegnazione di case popolari o aiuti per l’asilo nido…
Ritengo invece che una legge andrebbe fatta per dare uno status di convivente alle persone, per evitare situazioni tremende come quella di non poter assistere il proprio compagno in ospedale perché non si è un parente, o quello che è successo ad Adelina Parrillo, a cui è stato impedito perfino di partecipare alla commemorazione pupplica dei caduti di Nassirya perché non era sposata al suo Stefano Rolla.

L’ultima cosa, molto importante: ritengo che qualche diritto lo Stato debba darlo alle coppie che non possono sposarsi: qui sì che si parla di diritti negati. Su questo andrebbe focalizzato il dibattito, secondo me.

I primi nella lista sono ovviamente gli omosessuali: nonostante io non approvi le loro unioni, non capisco come uno Stato laico possa permettersi di discriminarli così.

Ci sono altri casi? Adesso sinceramente non me ne vengono in mente, ma potrei sbagliarmi. Non credo che rientrino in questo caso le persone separate ma non divorziate: molto duramente, se c’è un impedimento al divorzio vuol dire che si lederebbe il diritto di qualche persona, quindi la società non può favorire un’altra unione …
Per altri casi si tratta semplicemente di non voler rinunciare a qualche privilegio, o alla propria libertà. Queste persone hanno ovviamente tutto il diritto di fare le loro scelte, ma senza pretendere il sostegno pubblico.
Se poi ci sono altri casi di impossibilità al matrimonio, credo che andrebbero evidenziati e presi in considerazione attentamente, senza però approfittare di questi problemi per generalizzare.

Parole, parole, parole domenica 10 dicembre 2006

Posted by silvanaa in parole.
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In questo periodo mi sto accorgendo che le parole rischiano di perdere il loro significato, per assumerne altri secondo il capriccio o la convenienza di chi le usa.

Così, per esempio, qualche settimana fa, quando era di moda parlare dei ragazzi difficili, un professore che picchia un suo studente perché gli ha fatto uno scherzo diventa secondo i telegiornali un episodio di bullismo.

In questi giorni poi, in cui si discute del caso di Piergiorgio Welby, staccare la spina del respiratore per permettergli di morire secondo la sua richiesta diventa, a seconda della convenienza, rinuncia all’accanimento terapeutico, eutanasia o addirittura omicidio.

E` un po’ quello che è successo l’anno scorso con l’influenza aviaria: una malattia che riusciva a uccidere poche decine di persone al mese nel mondo intero diventò una terribile epidemia o addirittura già una pandemia. E non bastarono tutti gli appelli medici o degli allevatori a riportare sulla terra i catastrofisti: su ogni telegiornale, alla radio e su molti giornali ricompariva sempre l’epidemia, spaventando la gente semplice e facendole anche compiere scelte stupide.

Altri esempi di parole stiracchiate a propria convenienza sono eroi, privacy, Natale

Nonostante tutta la mia ingenuità, non riesco a credere che questi siano solo errori di interpretazione fatti in buona fede: credo che politici, giornalisti e lobbisti vari ci marcino su un po’ troppo.
Ma forse per liberarsi da questo pericolo, in questo caso, basterebbe ritornare a capire il significato vero delle parole.

Nuove mail trappola lunedì 4 dicembre 2006

Posted by silvanaa in segnalazioni, web.
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Oggi è arrivata anche a me una mail del nuovo tipo di virus in voga in questo periodo.
Mi sembra abbastanza pericolosa, perché scritta in italiano, riporta i dati della vittima e fa leva sulla preoccupazione per abbassare le difese.

Ho letto qui un’ottima analisi di questo tipo di mail: se non ne sapete niente vi consiglio di leggerla.

Chi vigila contro le frodi telematiche? domenica 3 dicembre 2006

Posted by silvanaa in indignazione, risate.
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Meno male che ci sono loro:

GAT – Nucleo Speciale Frodi Telematiche

Guardate le animazioni in flash (facile, anche perché il sito in html è in costruzione), ma attenzione:
Potreste non credere ai vostri occhi

La tecnologia sporca di sangue? domenica 3 dicembre 2006

Posted by silvanaa in disinformazione, notizie silenziose.
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Il titolo è probabilmente troppo a effetto, ma non riesco ad ammorbidirlo.

Leggo su Freddyblog una lista delle notizie più censurate sui giornali americani. Immagino che quella che mi ha inquietato di più potrebbe stare benissimo anche in una lista analoga italiana:

La seconda news tecnologica più censurata è però ancora più inquietante, ed ha a che fare con la Repubblica Democratica del Congo. Questo Paese, a partire dalla metà degli anni ‘90, proprio in coincidenza con il boom high-tech, è stato devastato da una serie di guerre – appoggiate dalle potenze occidentali – per il controllo delle risorse minerarie. Il Congo è infatti ricco di oro, rame, cobalto, ma soprattutto niobio e coltan. Quest’ultimo è diventato un minerale strategico per le sue applicaizoni ultratecnologiche, in particolare nell’industria dei cellulari.

La sabbia nera esce quindi dal Paese centrafricano lacerato da vari eserciti (via Rwanda), viene acquistata da mercanti stranieri, e alla fine, dopo essere stato trattata, finisce negli stabilimenti di produttori come Nokia, Motorola, Compaq e Sony.

Cercando per esempio niobio e coltan su Wikipedia qualcosa si scopre, ma notizie come questa fanno ancora troppa fatica a emergere dal mare di segnalazioni inutili e dannose.
Troppi interessi, anche da noi: gli acquisti tecnologici sono fra i pochi ancora in aumento in questo tempo di crisi, gli esperti già si sbilanciano a prevedere un sacco di regali di questo tipo anche per l’orgia consumistica di fine anno…
Del resto, ormai avere un lettore mp3 con cui passeggiare, un videofonino con cui scattare orride foto e fare orridi video a bassa risoluzione, navigatori satellitari con cui evitare di perdersi dietro casa non è più nemmeno uno status symbol, ma un must senza il quale sei completamente out

Ma perché non possiamo saperlo? Perché non possiamo decidere un po’ più coscientemente dove buttare i nostri soldi? Perché non vengono fatte campagne come quelle delle pellicce o dei diamanti insanguinati?
Forse perché qui non si tratta di beni di lusso, e quindi gli acquirenti sono veramente troppi per essere spaventati?
O forse perché non è stata ancora trovata una alternativa?

Segnalazioni domenica 3 dicembre 2006

Posted by silvanaa in politica.
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Qualche segnalazione veloce di notizie dei giorni scorsi, per non dimenticare:

  • Bentornati a casa, ragazzi!
    Non ho intenzione di farmi prendere dalla tanta o poca retorica quasi automatica in questi casi, ma sono contenta che sia finito quell’impegno.
    Non so nemmeno se la missione Antica Babilonia sia finita o semplicemente fallita, ma credo che la storia ce lo dirà.
  • Bravo, Papa!
    Come tanti, ero un po’ curiosa di vedere cosa sarebbe successo, e mi sembra che il Papa sia riuscito nel suo intento di riaprire il dialogo e riaffermare la necessità del rispetto reciproco.
    Anche qui, gli eventuali frutti si vedranno col tempo.