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Le caramelle dagli sconosciuti mercoledì 29 novembre 2006

Posted by silvanaa in riflessioni, web.
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Al di là dei facili isterismi e degli attacchi a internet e ai videogiochi, occorre veramente “proteggere i minori, che in Rete, mi perdoni il bisticcio, sono senza rete“?

Io penso che sia molto più necessario proteggerli dalla televisione, dove contenuti violenti, beceri e anche pornografici vengono continuamente trasmessi in prima serata e in fascia protetta, senza che nessuna legge o autoregolamentazione riesca a fermare il fenomeno e senza che nessun uomo politico si scandalizzi!

In internet invece i contenuti vanno cercati, non sono sbattuti sul monitor non appena si attacca la spina: chi cerca “cose brutte” può trovarle molto facilmente, ma chi vuole evitarle, con un po’ di attenzione e cultura può riuscirci abbastanza bene, a parte qualche episodio o lo spiacevole spam.

Mi sembra come nei rapporti reali, o ancora meglio: chi va in cerca di guai li trova, ma chi vuole evitarli può farlo.
Tanto si riduce quindi alle intenzioni dei ragazzi, alle famose intenzioni di ricerca, e quindi alla volontà dei singoli.

Non so cosa possa fare la legge per aiutarli: vietare e censurare è inutile e controproducente: inutile perché la rete è internazionale e trova sempre il modo di aggirare i divieti, controproducente per il ben noto fascino del proibito.

Immagino che le famiglie possano invece fare molto, anche se la loro influenza è molto ridotta dal fatto che i ragazzi sono spesso lasciati soli da genitori lavoratori
Come i genitori insegnano ai bambini a non accettare le caramelle dagli sconosciuti, così possono metterli in guardia dai pericoli che possono incontrare in internet.
Ma devono essere amorevoli e autorevoli, essere informati e vietare solo le situazioni pericolose, altrimenti i ragazzi non li ascoltaranno.

Attacco a internet mercoledì 29 novembre 2006

Posted by silvanaa in disinformazione, web.
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Dopo la diffusione del video dei maltrattamenti al ragazzo autistico, si sta scatenando una specie di caccia alle streghe, come se internet fosse responsabile di tutte le nefandezze di questi tempi, e non importa se le stesse nefandezze venivano compiute anche prima, secoli e millenni prima dell’avvento della rete.

Questo mi puzza un po’ di conflitto d’interessi, visto che gli attacchi provengono soprattutto dalla televisione e dalla carta stampata, che si sentono in competizione, e giustamente, visto che continuano a perdere clienti a favore della più libera informazione e del divertimento gratuito fruibile nel web.

Mi preoccupano soprattutto gli attacchi dei potenti, anche perché quei potenti non conoscono quello che vorrebbero regolare.
Emblematico è il caso del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, titolare di un blog lasciato incustodito per mesi, riempito di spam pornografico in un ridicolo contrappasso per chi vuole per legge responsabilizzare i gestori sui contenuti pubblicati nei loro siti.

Intervistato da Anna Masera su La Stampa, il nostro Ministro si è lasciato strappare le seguenti dichiarazioni:

D: Lo sa che nemmeno gli Usa hanno una norma simile? Che il governo Bush ha provato a chiedere a Google l’elenco dei suoi utenti per individuare i consumatori di pornografia online e Google ha detto «no, grazie»?
R: «Mi risulta che ci siano altri Paesi invece che sono riusciti a ottenere fior di filtri».

D: Intende la dittatura di Pechino?
R: «Sì, anche se i nostri obiettivi sono diversi dai loro: non la libertà d’espressione, ma il rispetto del nostro principio costituzionale di libertà senza danneggiare la libertà altrui. Nella fattispecie, la libertà dei minori di non essere esposti a contenuti violenti o criminali».

Meno male che lo stesso Ministro si è poi un po’ corretto, probabilmente per l’indignata reazione corale: il Sottosegretario Beatrice Magnolfi ha infatti affermato:

… la repressione da sola non è sufficiente, ancor meno se indirizzata verso i gestori dei siti: «le misure di repressione o di censura preventiva, oltre che lesive delle libertà fondamentali sono inefficaci, perchè troppo numerosi sono i contenuti immessi giornalmente in rete». È quindi «una soluzione errata far ricadere la responsabilità esclusivamente sui gestori dei siti, che non sono gli autori dei contenuti e che, attualmente, secondo la direttiva europea del 2000, sono tenuti a rimuovere i contenuti illegali non appena ne siano a conoscenza».

Rimane comunque preoccupante il tentativo, abbastanza generale, di imbavagliare e legare un mezzo che può essere pericoloso non solo per l’innocenza dei nostri ragazzi, ma soprattutto per l’ignoranza delle masse, che potrebbero addirittura trovare informazioni non censurate e nuovi stimoli di pensiero libero e autonomo dopo anni e anni di indottrinamento e soporifera non-informazione.

Per approfondire:

Bullismo: che si fa? martedì 28 novembre 2006

Posted by silvanaa in parole, riflessioni.
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Forse un po’ della campagna mediatica di questi giorni, scatenata dall’episodio del video del ragazzo disabile, si è calmata. Finalmente riesco a scrivere qualche riflessione, cercando di capire i tanti ragionamenti ascoltati in questi giorni.

Internet, agli occhi di chi ci capisce qualcosa, non ci ha fatto per nulla una brutta figura: è vero che GoogleVideo ha permesso la diffusione di un filmato violento, ma è stata la rete stessa a scoprirlo, pur con ritardo, e solo per questo i responsabili sono stati puniti. Come sento dire spesso, in Internet c’è il problema ma anche la soluzione.
Purtroppo questo non è capito da molti, che continuano ad accusare Google di negligenza nel controllo. Ora io posso capire che persone non solo impreparate a cogliere le opportunità delle nuove tecnologie, ma anche incapaci di usarle un minimo, possano pensare che la colpa di questa ondata violenta sia della facilità di diffusione dei video, ma mi lascia perplessa che questo sia il pensiero anche di vari blogger e di gente che conosce la rete…
Hanno un bel dire, questi pensatori, che controllo non equivale a censura: a me la cosa continua a puzzare, e il campanello d’allarme non smette di suonare. Soprattutto perché occorre pur decidere quali sono i contenuti “sconvenienti” da oscurare: oggi possono essere dei ragazzini delinquenti che maltrattano un loro compagno, domani potrebbero essere per esempio dei poliziotti che torturano uno studente senza tessera di riconoscimento… Anche questo è un video molto pesante, che può solleticare reazioni violente, no?
Credo che ci sia solo da perdere con una censura preventiva, ma molto da guadagnare con la vigilanza dei lettori e “pubblicatori” della rete: come è successo con il video incriminato: è molto triste che almeno 6000 persone abbiano guardato il video senza segnalarlo, ma alla fine è stato un blogger a metter fine alla triste faccenda.

I videogiochi sono di nuovo accusati delle peggiori nefandezze: è una denuncia ciclica, facile come bere un bicchiere d’acqua, ma che probabilmente non poggia su niente.
L’altroieri ho visto al TG un’intervista al ministro Fioroni: diceva che ricerche scientifiche hanno dimostrato che i videogiochi particolarmente violenti come il famoso Bully creano immedesimazione, come dimostra l’attenzione verso il gioco e l’aumento del battito cardiaco nei giocatori.

Non sapevo se ridere o piangere: evidentemente né il ministro, né i ricercatori, hanno mai giocato! Io mi ricordo benissimo il mio primo videogioco cult, Prince of Persia: le prime volte, quando il malcapitato mosso dalle mie dita cadeva sulle spade mortali, sobbalzavo un po’, e ho ancora presente l’agitazione quando il principino passava attraverso le doppie lame, o durante la corsa inframmezzata dai salti per arrivare ad appendersi al muro prima dell’ultima saracinesca… Quindi io in quei mesi mi sarei immedesimata nel principe persiano che doveva salvare la sua bella sopravvivendo alle trappole e uccidendo tutti i cattivi?
E quando giocavo a canasta con le mie zie, e il pozzo gelato cresceva e cresceva, e io mi ero premunita con le carte giuste per prenderlo, in cosa mi immedesimavo? Forse nel jolly, chiamato da noi “la matta”?

Intanto però ecco quello che propone il ministro, dopo tante belle parole di analisi della situazione:

Per arginare i fenomeni che portano i giovanissimi a riprendere le proprie bravate ai danni dei più deboli per poi addirittura diffonderle via Internet, il Ministro e il Governo stanno, nel concreto, discutendo per rivedere la normativa che regolamenta l’accesso alla rete web e l’utilizzo dei videogiochi.

Stranamente la televisione non viene presa in considerazione! Solo qualche blogger, o qualche lettore che telefona a Prima Pagina, ne denuncia l’influenza nefasta. Naturalmente i vari telegiornali non lo fanno, è ben comprensibile…
Io invece credo che ne sia sottovalutata l’importanza, non tanto per la violenza propinata in tutte le salse, ma per la terribile impressione che per diventare qualcuno basta fare qualcosa di eclatante, e non importa se positivo o negativo (anzi, è molto più facile diventare famosi compiendo qualche delitto o reato). Io non sono una psicologa, ma credo che questa sia una trappola per giovani menti alla ricerca di una propria identità, potente quanto la violenza verbale che ormai pare essere la norma nei dibattiti e nelle trasmissioni di intrattenimento anche per i giovanissimi.

La famiglia e la scuola sono poi le maggiori indiziate per tanti pensatori. In genere i genitori accusano la scuola di non saper più educare, mentre gli insegnanti accusano i genitori di non essere più un riferimento per i figli e di difenderli sempre. Credo che ci sia un po’ di verità in entrambe le posizioni, e che tutti gli adulti debbano interrogarsi e prestare un po’ più di vera attenzione ai ragazzi.

I ragazzi, ragazzetti, bulli e pupe con il videofonino… credo che ci abbiano perso, perché sono apparsi ai nostri occhi preoccupati come una massa informe senza dignità e capacità di scelta, pronta a sottomettersi alle indicazioni violente dei videogiochi e della voglia di facile fama a qualunque costo, insegnata così bene dalla televisione, corpo uniforme di esseri terrore degli insegnanti e fallimento dei genitori.
Ecco quindi che anche la normale goliardia o un bacio ricevono punizioni pari alla violenza, diseducando ancora di più, mentre il Ministro della Giustizia afferma che occorre “studiare pene più severe”, Prodi che serve una legge per l’istituzione di un Garante per l’Infanzia e tanti mi sembrano dimenticare che ogni ragazzo è una persona unica, con i suoi problemi e la sua capacità di scelta.

Credo che questa facile caccia al colpevole che si è scatenata in questi giorni, e che sta già facendo le prime vittime, non farà altro che dimenticare il vero problema, che sono loro, proprio questi nostri ragazzi in difficoltà.

Per approfondire:

La strage silenziosa martedì 28 novembre 2006

Posted by silvanaa in notizie silenziose.
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ISTAT: ogni giorno 15 morti su strade italiane.

Quindici morti al giorno sulle strade italiane. E oltre 800 feriti. Si tratta soprattutto di giovani che perdono la vita durante il weekend: i giorni più neri sulle strade sono infatti venerdì, sabato e domenica. Ma c’é anche un dato positivo: in un anno le vittime sono diminuite del 4,7% il che significa 266 vite risparmiate. Il bilancio sugli incidenti stradali in Italia nel 2005 è dell’Istat, parla di 5.426 vittime in un anno e individua il mese più a rischio: luglio, con una media di 19 vittime al giorno.

Morti che vengono pianti privatamente, morti sbattuti in prima pagina solo quando serve un riempitivo per non dover dare altre notizie importanti…
Morti normali, qualunque, inevitabili?

Quando anche i giornalisti si vergognano martedì 28 novembre 2006

Posted by silvanaa in politica.
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Ieri chi ha seguito qualche telegiornale ha sentito chiaramente il primario di terapia intensiva cardiovascolare dell’ospedale San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, dire che l’On. Berlusconi è trattenuto in ospedale per poter effettuare tutti gli esami normali, previsti per chi ha subito un episodio sincopale come quello che abbiamo avuto modo di vedere domenica“.

E` interessante notare come queste parole siano riportate solo in giornali di minore diffusione come il MOMENTO – SERA o in pagine dimenticate come l’articolo di ieri della Reuters, prontamente corretto in quello odierno.
Nei maggiori siti di informazione invece queste parole sono dimenticate: si riportano solo le altre, per esempio da Rainews24:

“Dobbiamo tenere conto che il presidente non ha mai tempo di sottoporsi ad accertamenti – ha continuato il primario -, che sarebbero assolutamente necessari per un uomo come lui che non si risparmia”. “Cogliamo quindi questa occasione per compiere esami di ordine cardiologico – ha aggiunto – che ci diano le risultanze che stanno iniziando a darci”.

Meno male che il messaggio iniziale del prof. Zangrillo resterà nella memoria dei cittadini come una serie di parole immaginate o forse sognate, altrimenti chi sarà dimesso in giornata dopo un malore molto più grave di uno svenimento da stress e da caldo potrebbe sentirsi vittima di un’ingiustizia….

Ormai solo il pallone martedì 28 novembre 2006

Posted by silvanaa in notizie silenziose, politica.
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Che fossimo una repubblica fondata sul calcio già si sapeva, ma ieri è arrivata un’altra conferma.
Mentre Cannavaro riceve giustamente il suo Pallone d’Oro 2006 e la notizia è riportata in prima pagina su tutti i giornali cartacei e on-line, occorre ascoltare attentamente la rassegna stampa di Prima Pagina e cercare cocciutamente su internet per sapere dello sgarbo ricevuto dall’Italia in Europa sulle nomine di direttori generali ai vertici della Commissione Europea.

E` questa la tanto decantata importanza ottenuta nel mondo e in Europa dall’Italia, grazie alla illuminata politica estera?

Il dovere di non ammalarsi domenica 26 novembre 2006

Posted by silvanaa in notizie silenziose, politica.
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Mi è stata segnalata una notizia che classifico come silenziosa, perché non mi pare le sia stato dato il risalto che merita: un’intervista al ministro della Salute Livia Turco su La Stampa, dal titolo Turco: un ticket per chi beve e fuma.

L’articolo è da leggere, ma ne riporto l’inizio:

«Il Welfare inglese multa chi ha stili di vita scorretti? Anche il servizio pubblico italiano stabilirà entro dicembre il dovere di non ammalarsi: accanto al diritto alla salute verrà attribuita ai cittadini la responsabilità di collaborare con il sistema sanitario». Il ministro della Salute Livia Turco ha pronto un pacchetto di misure «identico per ispirazione» a quello varato da Tony Blair in Gran Bretagna. «E’ tutto già definito attraverso un piano interministeriale che sarà presentato al premier Romano Prodi entro gennaio – precisa la Turco -. Il governo metterà in guardia i cittadini sui danni dell’errata alimentazione, del fumo, dell’eccesso di alcool e dell’obesità. Poi, se non basta, passeremo a sistemi sanzionatori».

Sono proprio curiosa di conoscere i criteri con cui lo stato proverà che un cittadino si è ammalato per colpa sua, e quanti chilometri occorrerà fare a piedi ogni giorno, naturalmente in un parco con aria pulita, perché il proprio stile di vita non sia considerato a rischio.
Spero almeno che il periodo in cui il governo si limiterà a mettere in guardia i cittadini duri abbastanza per far emergere l’indignazione e la protesta contro quella che mi sembra un’imposizione assurda: il dovere di non ammalarsi!

Tra l’altro, finché lo Stato continuerà a guadagnare su fumo e alcol, con quale ipocrisia ne potrà sanzionare il consumo?

Paura e paranoia venerdì 24 novembre 2006

Posted by silvanaa in segnalazioni.
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L’otto agosto di quest’anno Ramak Fazel, 41 anni, cittadino americano di professione fotografo, ha cominciato un viaggio di tre mesi alla riscoperta del suo Paese, che presto si sarebbe trasformato in un’odissea nelle paure, nelle paranoie e nelle ansie più profonde dell’America di Bush.

Così inizia un interessante articolo pubblicato su La Repubblica, che racconta le vicissitudini di un viaggiatore.
Consiglio di leggerlo, per capire a che punto possono portare paura e paranoia, e per riflettere.

Web 2.0 venerdì 24 novembre 2006

Posted by silvanaa in parole, web.
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Web 2.0, una nuova parola sulla bocca di tutti, se non sai cosa è non vivi nel tuo tempo…
Per approfondire può essere utile un articolo su Apogeonline, dove l’autore, Bernardo Parrella, ne spiega un po’ le possibilità ma anche i rischi e le delusioni.

Quello che mi resta in mente dopo aver letto l’articolo è una conclusione un po’ amara:

Il Web 2.0 rappresenta un meccanismo incredibilmente efficace per raccogliere il valore economico del lavoro gratuito offerto da moltissima gente per concentrarlo nelle mani di pochissimi.

La frase è una traduzione da un post di Nick Carr:

They fooled themselves into believing that Web 2.0 was introducing a new economic system – a system of “social production” – that would serve as the foundation of a democratic, utopian model of culture creation. They were wrong. Web 2.0’s economic system has turned out to be, in effect if not intent, a system of exploitation rather than a system of emancipation. By putting the means of production into the hands of the masses but withholding from those same masses any ownership over the product of their work, Web 2.0 provides an incredibly efficient mechanism to harvest the economic value of the free labor provided by the very, very many and concentrate it into the hands of the very, very few.

Tutti contro i videogiochi lunedì 20 novembre 2006

Posted by silvanaa in disinformazione, riflessioni.
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Ci risiamo: è partita un’altra crociata contro i videogiochi.

Poco importa che il giornalista autore del servizio che ha dato l’avvio al panico generale abbia preso una solenne cantonata: ha affermato di aver provato il gioco “Rule of Rose” e di aver scoperto che vince chi seppellisce la bambina, quando invece lo scopo è salvarla.
Poco importa anche che il gioco sia classificato come horror e vietato ai minori di 18 anni, che sia mediocre e che solo questa pubblicità possa dargli il lustro che non merita.
Ormai l’allarme è lanciato, abbiamo scoperto cosa rovina i nostri ragazzi, e si deve pur fare qualcosa!

Io non sono un’appassionata di videogiochi, ma sono decisamente sconcertata da queste ricorrenti campagne di accuse contro giochi, cartoni animati, film, come se i problemi dei ragazzini derivassero da quelli.

Mi pare inoltre molto indicativo del livello di correttezza raggiunto dai mezzi di informazione e della libertà dell’opinione pubblica che tutto questo prenda l’avvio da una palese bugia o almeno da un errore.

Aggiornamento del 27/11/2006
Rule of Rose: L’Unione Europea richiama all’ordine Franco Frattini:

Viviane Reding, commissario alla Società dell’Informazione e Media della Commissione Europea, […] imputerebbe al collega (Frattini) di aver rilasciato dichiarazioni su un argomento del quale aveva scarsa conoscenza, chiedendogli di osservare in futuro una maggiore attenzione circa i suoi atti ufficiali nell’ambito dell’Unione Europea.

Nello stesso articolo si legge che le accuse di plagio e di incompetenza per Panorama fanno ancora rumore, ma il settimanale continua sulla sua linea scandalistica.