jump to navigation

Attacco a internet Mercoledì 29 Novembre 2006

Posted by silvanaa in disinformazione, web.
trackback

Dopo la diffusione del video dei maltrattamenti al ragazzo autistico, si sta scatenando una specie di caccia alle streghe, come se internet fosse responsabile di tutte le nefandezze di questi tempi, e non importa se le stesse nefandezze venivano compiute anche prima, secoli e millenni prima dell’avvento della rete.

Questo mi puzza un po’ di conflitto d’interessi, visto che gli attacchi provengono soprattutto dalla televisione e dalla carta stampata, che si sentono in competizione, e giustamente, visto che continuano a perdere clienti a favore della più libera informazione e del divertimento gratuito fruibile nel web.

Mi preoccupano soprattutto gli attacchi dei potenti, anche perché quei potenti non conoscono quello che vorrebbero regolare.
Emblematico è il caso del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, titolare di un blog lasciato incustodito per mesi, riempito di spam pornografico in un ridicolo contrappasso per chi vuole per legge responsabilizzare i gestori sui contenuti pubblicati nei loro siti.

Intervistato da Anna Masera su La Stampa, il nostro Ministro si è lasciato strappare le seguenti dichiarazioni:

D: Lo sa che nemmeno gli Usa hanno una norma simile? Che il governo Bush ha provato a chiedere a Google l’elenco dei suoi utenti per individuare i consumatori di pornografia online e Google ha detto «no, grazie»?
R: «Mi risulta che ci siano altri Paesi invece che sono riusciti a ottenere fior di filtri».

D: Intende la dittatura di Pechino?
R: «Sì, anche se i nostri obiettivi sono diversi dai loro: non la libertà d’espressione, ma il rispetto del nostro principio costituzionale di libertà senza danneggiare la libertà altrui. Nella fattispecie, la libertà dei minori di non essere esposti a contenuti violenti o criminali».

Meno male che lo stesso Ministro si è poi un po’ corretto, probabilmente per l’indignata reazione corale: il Sottosegretario Beatrice Magnolfi ha infatti affermato:

… la repressione da sola non è sufficiente, ancor meno se indirizzata verso i gestori dei siti: «le misure di repressione o di censura preventiva, oltre che lesive delle libertà fondamentali sono inefficaci, perchè troppo numerosi sono i contenuti immessi giornalmente in rete». È quindi «una soluzione errata far ricadere la responsabilità esclusivamente sui gestori dei siti, che non sono gli autori dei contenuti e che, attualmente, secondo la direttiva europea del 2000, sono tenuti a rimuovere i contenuti illegali non appena ne siano a conoscenza».

Rimane comunque preoccupante il tentativo, abbastanza generale, di imbavagliare e legare un mezzo che può essere pericoloso non solo per l’innocenza dei nostri ragazzi, ma soprattutto per l’ignoranza delle masse, che potrebbero addirittura trovare informazioni non censurate e nuovi stimoli di pensiero libero e autonomo dopo anni e anni di indottrinamento e soporifera non-informazione.

Per approfondire:

Commenti»

No comments yet — be the first.